30 x 30 “Libere variazioni contemporanee”

Espongono:

Mauro Benedetti, Gian Paolo Abatecola, Fabio Adami, Camilla Alessi, Salvatore Alessi, Alessandra Ascrizzi, Simone Bergamaschi, Alberto Besson, Marco Bettio, Franco Bolzoni, Alberto Bongini, Enzo Briscese, Paola Rota Brusaldelli, Martina Buzio, Catia Cannata, Lucia Cavalli, Pierluigi Cocchi, Enzo Cremone, Lorenzo Curioni, Rosaria Di Dio, Stefania Di Filippo, ,Pietro Di Girolamo, Elvira Falcone, Aldo Pietro Ferrari, Gaetano Fiore, Ivan Galati,Diego Grangetti, Emma Infante , Barbara Inversini, Angela Ippolito, Angela Kokina,Lumetta Lucia Caricone, Rita Manzi, Marco Mattei, Marianna Merler, Ezio Minetti, Ida Monopoli, Marco Post Morello, Carlotta Morucchio, Sàrka Mrazovà, Guido Oggioni Gianguido Oggeri Breda, Juan Orsi, Franca Maria Pace, Angelo Pantaleo, Vittorio Pasotti, Milena Pedrollo, Sonia Piccirillo, Claudia Piccolo, Ferdinando Provera,

Elisa Rescaldani, Gianni Riva, Consuelo Rodriguez, Alessandro Rossi, Marika Santoni, Gabriella Santuari,

Antonella Serratore, Milena Sgambato, Joshua Sottile, Salvatore Starace

 

“Libere variazioni contemporanee” è il titolo della collettiva 30×30 che inizierà con l’inaugurazione del 12 novembre alle ore 18 presso la nostra galleria Ariele di Torino e che resterà aperta fino al 26 novembre 2011.

La mostra è dedicata alle innumerevoli espressioni delle arti visive i cui autori hanno sfidato il piccolo formato, ossia una superficie quadrata o cubica di 30 cm. di lato come limite spaziale del supporto.

Viene richiesto agli artisti un impegno inusuale poiché abbiamo voluto una nuova caratterizzazione espositiva.
Cimentarsi su uno spazio ridotto infatti esige un’apertura della mente, sia pratica che creativa,  particolare: rivela un mettersi in gioco coraggiosamente su un terreno meno esplorato dal mondo artistico contemporaneo.

La prova manifesta la  potenza comunicativa, la nitidezza e il rigore che soltanto la padronanza del mestiere concede.
Mutano pertanto le coordinate spazio-temporali, l’architettura compositiva e la resa cromatica.

E’ un evento che dischiude curiosamente alla vista uno scenario ignoto prima del suo inveramento e che mette in campo contrasti,
assonanze, accostamenti  costruiti dalle quanto mai diverse “estetiche dello sguardo” che qui si incontrano.

Le opere d’arte che possono definirsi tali non si esternano come una successione di schermi ma vivono come linguaggio, come luogo del nostro clima culturale e di inediti contatti con il cuore dell’essenziale.

Transitano poeticamente sulla soglia della realtà.

Siamo all’interno del senso e dell’enigma della sua fruizione.

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